Non mi stanco mai di osservare e di adattarmi in relazione a ciò che mi circonda. L’equilibrio, l’armonia, la giusta composizione, non possono che ottenersi con la pazienza di chi sa mescolarsi senza rinunciare né all’altro, né a sé stessi. È un po’ ciò che accade con il flusso di elettroni che si genera tra gli atomi della materia. È un po’ come sentirsi sempre seduti sopra un’altalena carosello: il tuo “peso” solleva me ed il mio solleva te.

[…] L’amore è quando entri in un mondo dove tutto è possibile, anzi quando entri in un mondo nel quale sei felice lo stesso, anche quando nulla è possibile. L’ amore è quando guardi qualcuno e hai tutto lí, dentro e fuori e non vuoi altro, neppure te stesso. Anzi è come se tu non fossi delimitato dal corpo o dai tuoi pensieri. È come se tu fossi un sistema senza inizio né fine, come se avessi dimenticato il prima e il dopo, come se adesso che ti guardo e mi guardi fosse l’infinito. […]

Quando si muore non è possibile ritornare in vita. Possono essere tante le cause della dipartita e nella stragrande maggioranza dei casi si passa all’altro mondo senza poterlo decidere autonomamente. Qualcuno lo decide per te. Tralasciando i casi in cui sia Dio a volerti con sé, ci sono quelli poi in cui sei diversamente morto. Questi casi sono quelli in cui a farti morire sono le parole alle quali ho sempre attribuito valore d’arma da fuoco che uccide e farmaco miracoloso che salva.

Quando le parole sono usate come armi, spesso se ne sottovaluta l’effetto che possono produrre. Ecco allora che talvolta queste parole mirate o meno che siano con coscienza, ad organi vitali, quando colpiscono, uccidono. E quando uccidono causano la morte. E dalla morte non si può tornare in vita, perlomeno alla vita condivisa.