I tetti ci riparano dalle intemperie e  guai se non sapessimo dotarcene, ma essi sono inevitabilmente coperture che ci separano dalla casa delle nuvole. Voglio dire che non sempre siamo capaci di identificare ciò che dal cielo arriva dritto sulle nostre teste e spesso non riconosciamo la natura della sua manna che invece di accogliere letteralmente a bocca aperta e desiderosa e riconoscente, lasciamo disperdersi nel cumulo delle ferraglie inceppate, arrugginite e abbandonate dal popolo degli inconsistenti: coloro che hanno imparato a spalancare gli occhi soltanto davanti a ciò che è artificiale bagliore, ignorando lo stupore che invece dovrebbe mantenersi vivo, domandandosi: “Perché il sole anche oggi ha scelto di farci luce?”.