Quando si muore non è possibile ritornare in vita. Possono essere tante le cause della dipartita e nella stragrande maggioranza dei casi si passa all’altro mondo senza poterlo decidere autonomamente. Qualcuno lo decide per te. Tralasciando i casi in cui sia Dio a volerti con sé, ci sono quelli poi in cui sei diversamente morto. Questi casi sono quelli in cui a farti morire sono le parole alle quali ho sempre attribuito valore d’arma da fuoco che uccide e farmaco miracoloso che salva.

Quando le parole sono usate come armi, spesso se ne sottovaluta l’effetto che possono produrre. Ecco allora che talvolta queste parole mirate o meno che siano con coscienza, ad organi vitali, quando colpiscono, uccidono. E quando uccidono causano la morte. E dalla morte non si può tornare in vita, perlomeno alla vita condivisa.