Di grazia, un’altra cometa. 

Sui vetri gli schizzi d’acqua e, distanti da me, fragori. Un costante tremore dell’aria e il rumore del vuoto, fuori, sembrano reattori in volo.

Manca il silenzio, che non risponde all’appello di tutti i sogni maestri.

Non so bene cosa desiderare per l’universo, poiché la speranza partecipa ad una gara di corsa ad ostacoli che pare non abbia bandiera d’arrivo, come fosse stata già persa in partenza.

Non sarebbe male alzare la testa e rimanere stupiti da una seconda cometa che guida. 

[…] Ma è prorio vero che chiodo schiaccia chiodo? Secondo me un chiodo bisogna dapprima estrarlo, poi riempire con lo stucco il vuoto che ha lasciato e, infine, proprio se serve, martellarne un altro. Certo dipende dal modello dei chiodi e dalla tenerezza del muro, ma arriverà l’ora d’arrendersi se il chiodo è fisso. […]

[…] Definirò “luna che mai avrei potuto pretendere”, il mio perenne e prediletto miraggio. Soltanto un invisibile poema, scritto di un inchiostro latteo, verso di lei può viaggiare. Bianco su bianco, affinché si comprenda che non erano poi tanto diversi dai tuoi, quegli ineluttabili propositi che da me più non t’aspetti. […] 

Questa è la mia intima casa la cui porta apro a tutti, correndo uno o più rischi. Puoi sederti qui e pensare a ciò che altrove ti sfugge per tutto il tempo che ti serve. Il contenuto è solo frutto di ciò che sono, anche inconsapevolmente. Tuttavia oggi semino anche parole non mie, che voglio lasciare germogliare in questa mia terra, pensandole come fossero un dono meraviglioso consegnatomi in visita personale, perché cosa non è questa poesia!

Quando sarai vecchia” – W. B. Yeats.

Quando sarai vecchia e grigia e di sonno onusta,
e sonnecchierai vicino al fuoco, prendi questo libro
e lenta leggi, e sogna il dolce sguardo
che avevano un tempo i tuoi occhi, e la loro ombra profonda.

In molti amarono i tuoi attimi di felice grazia
e amarono la tua bellezza con amore falso o vero,
ma un uomo solo amò la tua anima pellegrina,
e amò le pene del viso tuo che incessante mutava.

Piegati ora accanto all’ardente griglia del camino
e sussurra, con qualche tristezza, come l’amore scomparve,
e vagò alto sopra le montagne,
e nascose il suo viso in uno sciame di stelle.