Non si dovrebbe mai scegliere tra sé stessi e l’altro, quando si ama. Essere liberi vuol dire proprio questo: non essere obbligati a fare una scelta. È per questo che l’amore diventa raro quando impone il sacrificio. E se sacrificio deve essere, tutto deve essere ben incastrato come gli ingranaggi di un orologio che si spera possa segnare il tempo di domani, poi del dopodomani e così via. Quando il sacrificio si impone, perché Cupido scaglia la freccia bendato, si dovrebbe, almeno, disporre dell’evidenza che vale la pena di perdersi nell’altra vita, comunque vada. In amore, spesso e volentieri, la propria anima si dilegua per lasciare posto ad una sconosciuta, come se all’aumentare della temperatura subisse un passaggio di stato della materia. Poi, però, accade come nei trapianti: può esserci un rigetto quando l’organo non è compatibile con il corpo ospite. Dunque, il rischio che si corre, è da valutare molto attentamente, con analisi microscopica. “D’accordo! Ma è risaputo che con l’amore non si può ragionare per quanto quello è testardo”. Può darsi, ma dubito fortemente sulla bontà dell’amore di qualcuno, quando è proprio questo a spodestare quello che si dovrebbe garantire per sé stessi. Pertanto, quando un sentimento definito amore genera una guerra contro ciò che si è, bisogna afferrare a due mani il dardo per estrarlo dal cuore e disinfettare.