Di grazia, un’altra cometa. 

Sui vetri gli schizzi d’acqua e, distanti da me, fragori. Un costante tremore dell’aria e il rumore del vuoto, fuori, sembrano reattori in volo.

Manca il silenzio, che non risponde all’appello di tutti i sogni maestri.

Non so bene cosa desiderare per l’universo, poiché la speranza partecipa ad una gara di corsa ad ostacoli che pare non abbia bandiera d’arrivo, come fosse stata già persa in partenza.

Non sarebbe male alzare la testa e rimanere stupiti da una seconda cometa che guida. 

[…] Definirò “luna che mai avrei potuto pretendere”, il mio perenne e prediletto miraggio. Soltanto un invisibile poema, scritto di un inchiostro latteo, verso di lei può viaggiare. Bianco su bianco, affinché si comprenda che non erano poi tanto diversi dai tuoi, quegli ineluttabili propositi che da me più non t’aspetti. […] 

[…] La coscienza è dannatamente nobile. L’istinto non sempre. In me, talvolta, l’una e l’altro si riflettono, combaciando specularmente, attraendosi come magneti di carica opposta, ed altre si respingono, proprio come il bene fa contro il male. Spesso è la coscienza a tenere a bada l’istinto, recandolo al guinzaglio e immolandolo a ragion veduta. Raramente esso si svincola, esercitando il potere di cui la mia natura lo dota. […]

Tratto da Libera

[…] Arriverà il momento in cui ti sentirai finalmente ed assolutamente sicuro di procedere diritto per quella che è la tua strada senza paura di imboccarne le arterie. È come quando decidi di pedalare per goderti in tutto l’asfalto e di camminare per goderti in tutto il sentiero. È come quando non riesci a rinunciare ai torridi mezzodì, sapendo che seguiranno fresche notti stellate, perché è di entrambi che i tuoi sensi hanno bisogno;perché, in breve, tanto i raggi del sole, quanto le gocce di pioggia, sprigionano profumi inconfondibili ed evocativi di un futuro che percepisci come unico per te. […] 

La sana preoccupazione per le persone che amiamo non dovrebbe essere sempre dosata in rapporto alla loro robustezza fisica e mentale. Se amiamo una persona, siamo più attenti solo se la stessa ci sembra oppure è, per sua natura, debole? Dovremmo naturalmente esserne interessati con una presenza attiva, indipendentemente dall’evidenza che l’altro sia abbastanza adulto, sufficientemente “capace di” , adeguatamente corazzato, felicemente rassegnato e chi più ne ha più ne metta. Se il grado di preoccupazione fosse pari allo zero, io mi interrogherei appena appena un po’, non dico sulla quantità, ma almeno sulla sua qualità. Dirò una cosa ovvia, ma quando non siamo preoccupati per una persona, l’amiamo davvero? La diamo per scontata? Quella persona che “io vedo” così forte potrà esserlo per l’ennesima volta? Dietro quell’esperienza ormai acquisita e quello strato di epidermide gommoso è possibile che siano rimaste viuzze non transennate e sconosciute che conducono agli organi vitali? Quella immunità teorica, della cui dimostrabilità non ci siamo minimamente accertati, può essere apparente, può essere essa stessa una barriera difensiva?
Quello che frequentemente si sottovaluta è che molti degli individui, seppure temprati, quando non “avvistano” nelle parole o nelle azioni “segni di naturale e salutare apprensione”, potrebbero dedurne di non essere unici, indispensabili, insostituibili. Pre-occuparsi, dunque, ovvero occuparsi prima dell’altro è una sorta di prevenzione come quella che ragionevolmente si farebbe per “controllare i fattori di rischio” di una malattia e “bloccarla in tempo”. E se prevenire, per quanto sia possibile e per quanto l’evento possa dipendere da noi, una situazione critica, già dispensa amore puro, fare provvista del “rimedio” affinché al bisogno sia pronta la sua cura certa e senza effetti colletarali, lo è ancor di più.

[…] La poesia si semina in una domanda d’amore e fiorisce nella sua risposta perenne. Quando si coltiva la poesia, ci sono sempre stagioni da sospirare, corolle nel campo da contare, profumi tra i capelli da sciogliere e parole elementari da scrivere. […]