O08

È sempre più fragile chi
non ritorna e si ricicla altrove,
senza voler lasciare prova del minimo e più lieve passaggio, eliminando perfino orme ed impronte latenti con indagine scientifica.
Quando il foglio di cellulosa si bagna, grezzo, sotto gli occhi umidi di una macchina continua, allontanandone gli estremi e lasciando che ogni lettera scritta si ingrandisca fino a completa scomparsa, l’elasticità non è la tipica caratteristica che si può osservare della sua fibra, ma la consistenza muta come la possibilità di farne uso.
Beati quelli fatti per l’eternità, abbracciati oltre l’infinito.
L’assenza non è mai definitiva per chi subisce l’abbandono, ma irreversibile per chi sceglie di sottrarsi all’irripetibile, con grave difetto d’onestà.
Tra l’una e l’altra pratica c’è un confine aperto senza appuntiti divieti, su cui ci si divide acrobati.
La forma di analemma irregolare che ne deriva, può tuttavia continuare a combaciare con la residua parte delle esistenze, perché il fatto da accettare è che ciò che è stato, neppure Dio può cancellarlo.

Parole

Parole magre precipitano senza che qualcuno le afferri.
Intromesse.
Sono le uniche che catturo, anche se non sempre ne trovo.
Pratico il loro arresto da quando sono più forte, ma solo se si arrendono, perché si uniscono in frasi di pensieri che si abbarbicano su loro stessi,
costruendo una torre senza faro.
Io mangio le parole. A grammi.
Ne sono ingorda.
È l’unica dieta che mai farei.
Unità minima, la parola.
Se io l’avessi, ti darei la mia,
e prenderei la tua se la sentissi. Senza ingoiarla,
stretta in grembo, come il più bel seme da piantare.
Nata.

TIME – LAPSE

Di giorno amo, di notte amo.
Di giorno desidero, di notte desidero.
Di giorno ascolto, di notte traduco.
Di giorno osservo, di notte traduco.
Di giorno penso, di notte traduco.
Di giorno sospiro, di notte sorrido.
Di giorno riordino, di notte edifico.
Di giorno incolpo, di notte assolvo.
Di giorno vivo, di notte vivo.
Di giorno non vivo, di notte non vivo.
Di giorno dialogo, di notte racconto.
Di giorno sono, di notte sono.
Di giorno non sono, di notte non sono.
Di giorno allontano, di notte includo.
Di giorno raccolgo, di notte abbandono.
Di giorno accuso, di notte difendo.
Di giorno aggiungo, di notte sottraggo.
Di giorno detesto, di notte comprendo.
Di giorno confondo, di notte distinguo.
Di giorno dubito, di notte risolvo.
Di giorno prego, di notte prego.
Di giorno non prego, di notte non prego.
Pubblicazione Silloge IMMUNE – LEBEG Aletti Editore