Le stelle

Se tu le vedi io mi fido.
Pensavo che fossero il frutto della mia immaginazione, ma se tu le vedi allora è vero che ci sono.
Guardano.
E per loro siamo ad un passo l’uno dall’altra. Hai mai provato a misurare dal cielo la distanza che separa gli oceani? Tu provaci; prova a tracciare sul mappamondo tutte le linee.
Per loro, noi siamo insieme.
Per le stelle.

O11


La verità di cui siamo composti non si dimentica e non ha bisogno di urlatori che la proclamino, perché si vede
senza essere detta.
Questa verità ha bisogno di prove solo quando i giudici sono estranei e gli specchi sono rotti.
Da caverna ad universo, da un capo all’altro, lucidi o meno, è sempre lei: intima, preziosa, spesso scomoda, derisa o nascosta tra due labbra chiuse.
La verità vive negli attimi in cui nasci e negli attimi in cui muori. Nel mezzo, un accumularsi di altre cose che trasformiamo nel tempo in cui le analizziamo o che perfino squamiamo, perché le superfici ruvide a nessuno piacciono.
È sulla nostra pelle che si posa la prima verità e, invece di conservarla
a tutti i costi,
a tutti i costi
la cancelliamo.

O10

In questo momento, mentre ho messo cubi irregolari di zucca a bollire in pentola, penso alle porte, a quelle che non si chiuderanno mai. Non credo sia solo una questione di passe-partout. Il più delle volte non facciamo altro che accostarle. Ci illudiamo, spesso, di essere riusciti a serrarle, ma poi arriva l’ora di volerle sfondarle a calci, dopo aver trascorso almeno una notte ed un giorno raccolti sull’uscio, con un si ed un no che rigiriamo tra le dita.
Riempiamo intere stanze e poi le chiudiamo.
Lo spazio serve libero.
Le occupazioni utili sono diverse da quelle che consistono nel sospendere cose, cose e ancora cose, come legami indefiniti che ti inseguono nascondendosi alle tue spalle o camminandoti sulla testa come una ghigliottina oppure , con insistenza, accanto, come un bastone a cui ti appoggi finché, claudicante, ne hai bisogno.
Bisogno.
Tra le prime parole studiate in Economia. Parola che offusca, come la nebbia di questa mattina, il reale significato di un’altra mano, che non sia invisibile, nella tua, di mano.
Succede pure che, senza accorgercene, dietro le porte chiuse da altri, ci siamo noi. Ogni tanto bussiamo e con pazienza certosina restiamo in attesa tra quattro mura, a guardarci le nocche, lasciando che siano altri a calcolare un perimetro lungo il quale ci consumiamo senza pensare che, talvolta, la soluzione è semplicemente nell’altezza.